Il posizionamento organico nei motori di ricerca

Posizionamento sito web motore di ricerca

Qualche giorno fa parlando con un giovane collega sviluppatore web, il discorso è volto al posizionamento nei motori di ricerca e a come essi stabiliscano quali pagine web mostrare per prime nei risultati. Mi spiegava che essendosi appena approcciato all’ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization, ndr) e SERP (Search Engine Ranking Position, ndr), gli riesce difficile capire come ottimizzare le sue pagine e a quali aspetti dedicare più attenzioni.

In realtà il posizionamento nei motori di ricerca non è una scienza esatta, o perlomeno non del tutto. Nonostante questo però molti aspetti del funzionamento dell’algoritmo sono noti e ci permettono di ottimizzare in modo efficace le nostre pagine.

Scrivo questo articolo di approfondimento per chiunque sia agli inizi e fatichi a trovare delle certezze nell’argomento, ma anche per i miei clienti che per la prima volta decidono di approcciare l’ottimizzazione SEO, in ottica di aumento del traffico.

Il posizionamento di un sito Internet è un lavoro lungo

Se sei alla ricerca della formula magica per apparire al primo posto nei risultati di ricerca nel giro di una settimana ti avverto: non hai solo sbagliato, ma hai un’idea completamente errata di come attualmente gli algoritmi funzionino.

Purtroppo o per fortuna la SEO è un lavoro lungo, richiede tempo e costanza. Dico per fortuna perché questo ti potrà dare un notevole vantaggio su gran parte della concorrenza, nel momento in cui deciderai di impegnartici.

Il paragone migliore che mi viene in mente parlando di posizionamento è la costruzione di un’amicizia solida: ti ci puoi anche impegnare per una settimana, ma se poi la abbandonerai non ne rimarrà nulla di fatto.
La stessa cosa dobbiamo fare con i motori di ricerca: dobbiamo creare un rapporto di fiducia, fare in modo che il software capisca che il nostro sito è più affidabile degli altri. Allora e solo allora inizieremo a scalare i risultati di ricerca.

Si tratta di un lavoro di mesi e mesi, anni ad essere sinceri. Per questo motivo fare SEO solo per fare SEO a mio avviso è controproducente. Una buona idea infatti è quella di creare contenuti adatti alla SEO che abbiano un senso per i propri utenti.

Allo stesso modo la SEO può aiutarti a capire su che prodotti o servizi puntare, poiché essa comprende anche lo studio di quello che le persone cercano di più e dove l’offerta è più alta e competitiva.

Partiamo dall’inizio: le parole chiave

Qual è la prima fase del processo di ottimizzazione per i motori di ricerca per il tuo sito web? Parliamo di parole chiave.

Inizialmente era addirittura possibile specificare al motore di ricerca quali sono le parole chiave del contenuto, oggi l’analisi della pagina è molto più approfondita e il motore di ricerca le determinerà da solo.

In ogni caso, la prima fase del processo per fare SEO è lo studio delle parole chiave. Per fare questo ci viene in aiuto uno strumento molto utile, messo a disposizione da chi di parole chiave ne sa qualcosa: Google.

Link allo strumento “Keyword Planner” di Google.

Tramite questo strumento possiamo inserire le parole chiave per cui desideriamo posizionare le nostre pagine. In risposta non avremo solo delle informazioni cruciali su queste parole chiave, come le ricerche medie mensili o il livello di competizione per posizionarsi per quella stringa di ricerca, ma anche dei suggerimenti di parole chiave correlate con i relativi dati.

Esistono inoltre molti altri strumenti a pagamento per professionisti che permettono di approfondire ulteriormente questo tipo di studio, con dati storici e analisi della concorrenza. Molti di questi comunque mettono a disposizione un periodo di prova o alcuni strumenti gratuiti interessanti.

Se ti interessa approfondire questi strumenti, ecco i link dei più famosi: SEMrush, SEOZoom, Ubersuggest.

Una volta stabilite le parole chiave per cui vogliamo posizionarci, potremo iniziare a costruirci contenuti intorno: pagine, articoli, immagini, ecc… .

Cosa è importante per i motori di ricerca nella creazione di un articolo? Nella creazione dei contenuti è importante capire una cosa: dovremo inserire le nostre parole chiave in modo intelligente, ma allo stesso tempo dovremo cercare di non trattare troppo l’algoritmo come un software.
Quello che sto cercando di dire è che gli algoritmi di oggi cercano in modo sempre più sofisticato di imitare un giudizio ed un approccio umano nella classificazione delle pagine web.
Per questo motivo se da una parte dobbiamo essere abili nell’inserire le nostre query (frasi di ricerca, ndr), in punti specifici come per esempio il titolo della pagina, l’intestazione principale, le intestazioni secondarie e il primo paragrafo, dall’altra dobbiamo stare attenti a non creare un contenuto che risulti macchinoso e strano.

Ricordiamoci insomma che quello che pubblichiamo online è per le persone e non per i crwaler. Cos’è un crawler? I motori di ricerca analizzano il nostro sito e i suoi contenuti attraverso quello che è chiamato “crawler”, un software incaricato di raccogliere metodicamente tutte le informazioni che serviranno all’algoritmo per posizionare il sito nei risultati di ricerca.

Media e immagini, permanenza e metadati

Di fondamentale importanza sono i file media che inseriamo nelle nostre pagine. In particolar modo parliamo di video e immagini, non a caso naturalmente.

Partiamo dalle immagini. Queste non sono soltanto uno strumento molto efficace per esplicare concetti. Nel linguaggio HTML, di cui sono composte tutte le pagine web infatti, sono presenti diversi attributi nel tag “<img>”. Per esempio l’attributo “alt” è stato concepito per mostrare un testo alternativo, nel caso in cui l’immagine per qualsiasi motivo non possa essere caricata o mostrata. I motori di ricerca usano però questo tipo di attributi per comprendere al meglio il contenuto dell’immagine e, di conseguenza, il contenuto della pagina stessa.

Parliamo poi di un motore di ricerca in particolare: Google. Ti viene in mente per caso un enorme portale di video di proprietà di Google? Esatto, Youtube!
Inserire un video di Youtube nelle nostre pagine ci può portare considerevoli vantaggi. In primis perché un utente che visita il nostro sito e rimane per guardare un video aumenta il suo tempo di permanenza, dando indicazione così che il contenuto è valido e interessante.
In secondo luogo Google analizza accuratamente i contenuti dei video Youtube per controllare violazioni di Copyright ma anche per generare sottotitoli e consigliare i video agli utenti con più pertinenza. Significa che inserire un video di Youtube può aumentare ancora la consapevolezza del motore di ricerca degli argomenti trattati nella pagina.

Insomma, non sottovalutate i file multimediali, possono aiutare i motori di ricerca a comprendere maggiormente i contenuti della pagina. Maggiore è la comprensione che ne avranno, più facilmente la sapranno collocare nei risultati di ricerca.

Che ruolo giocano backlink e social nel posizionamento nei motori di ricerca

Con backlink intendiamo tutte le pagine web che rimandano al nostro contenuto. Più essi sono, ma piuttosto e soprattutto più sono di qualità, più il nostro sito guadagnerà di credibilità e posizioni.
Se per esempio un sito con altissima autorità (es. wikipedia.org) linkasse il nostro contenuto, esso avrebbe un altissimo incremento di credibilità agli occhi dell’algoritmo.

A nostro vantaggio in questo caso va il fatto che in molti siti con altissima autorità abbiamo la possibilità di aggiungere manualmente un link alle nostre pagine. Ne sono un esempio lampante i social network, nei quali possiamo inserire link in post o descrizioni.

In aggiunta sono molti i siti web o i blogger che previa pagamento garantiscono l’inserimento di un link nel proprio sito. Ti invito a valutare con parsimonia questo tipo di offerte poiché potrebbero rivelarsi controproducenti.

Questo tipo di strategia aumenterà non solo la credibilità del contenuto in sé, ma dell’intero dominio che ospita il nostro sito.

I dati strutturati Schema.org

Un’ulteriore strumento per migliorare la posizione delle nostre pagine è quello dell’inserimento dei dati strutturati Schema.org. Si tratta di strutture di dati inseriti nel codice del nostro sito tramite linguaggio JSON, che chiariscono ulteriormente e molto più facilmente il contenuto delle nostre pagine.

Se per esempio la pagina del nostro sito è la scheda di un prodotto, per esempio uno smartphone, tramite i dati strutturati potremo andare a specificare che si tratta di una pagina di un prodotto in vendita, inserire il tipo di prodotto, la marca, il modello, il prezzo, la recensione e così via.

L’inserimento di questo tipo di dati inoltre aumenta la possibilità di apparire nei risultati affiliati di Google, ovvero quel tipo di risultato che talvolta compare per rispondere più velocemente alla nostra query di ricerca.

Monitoraggio delle pagine e dei risultati di ricerca

Come capire se la strategia SEO sta funzionando oppure no? Come comprendere qual è il comportamento degli utenti con le nostre pagine? Parliamo di monitoraggio.

Se infatti una grande parte di lavoro per fare SEO sta nell’ottimizzazione e nella creazione di contenuti, altrettanto importante è monitorare i risultati che ne conseguono.

Come anticipato non si vedranno da un giorno all’altro, ma gli strumenti che sto per mostrarti permettono di visualizzare l’andamento dei dati nel corso di settimane, mesi e anni.

Il primo strumento è per valutare il posizionamento delle pagine del nostro sito su Google, ma anche di controllare che non vi siano errori all’interno del nostro sito: una vera e propria panoramica di come Google vede il nostro sito.
Parliamo di Google Search Console, strumento essenziale per verificare l’efficacia del nostro lavoro.

Il secondo strumento, anch’esso gratuito, anch’esso offerto da Google, è Google Analytics. Quest’ultimo ci permette di registrare ogni visita al nostro sito, tracciarne il comportamento, la permanenza e capirne la provenienza.
Inoltre permette di verificare quale percorso, quale comportamento, induce gli utenti ad effettuare una conversione, ovvero un’azione rilevante (ad esempio l’iscrizione ad una newsletter, l’acquisto di un prodotto, ecc.).

Conclusione: come ottenere il posizionamento organico nei motori di ricerca?

Come ottenere quindi il posizionamento organico nei motori di ricerca? Non esiste una formuletta magica e questo articolo non basterà, dovrai approfondire e studiare ulteriormente gli argomenti trattati e imparare anche a creare contenuti utili e fruibili. Dopodiché è tutta costanza.

Spero che questo articolo possa essere stato utile per capire in linea generale quali sono gli elementi indispensabili a migliorare il posizionamento di un sito web.

Se invece sei un imprenditore o un cliente interessato ad ottimizzare il proprio sito web, ti lascio la possibilità di contattarmi per ogni dubbio o perplessità.

In ogni caso ci tengo a precisare che questo articolo non può essere altro che un primo passo per chiarire qualche dubbio e iniziare a capire il funzionamento di un mondo complesso e ampio.

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